Manovra finanziaria

Il . Inserito in Notizie

Si riporta per opportuna conoscenza l'articolo del Decreto legge della manovra finanziaria, in discussione in questi giorni, inerente la disciplina dei servizi pubblici locali.

DECRETO-LEGGE 13 agosto 2011, n. 138

Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo.

(11G0185) (GU n.188 del 13-8-2011 )  Entrata in vigore del provvedimento: 13/08/2011

Art. 4

Adeguamento  della  disciplina  dei  servizi   pubblici   locali   al referendum popolare e alla normativa dell'unione europea

 

  1. Gli enti locali, nel rispetto dei principi  di  concorrenza,  di liberta'  di  stabilimento  e  di  libera  prestazione  dei  servizi, verificano la realizzabilita'  di  una  gestione  concorrenziale  dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, di  seguito  "servizi pubblici  locali",  liberalizzando  tutte  le  attivita'   economiche compatibilmente   con   le   caratteristiche   di   universalita'   e accessibilita'  del  servizio  e   limitando,   negli   altri   casi, l'attribuzione di diritti di esclusiva alle ipotesi in cui,  in  base ad una analisi di mercato, la libera iniziativa economica privata non risulti idonea a garantire un servizio rispondente ai  bisogni  della comunita'.

  2. All'esito della verifica l'ente adotta una delibera  quadro  che illustra l'istruttoria compiuta ed evidenzia, per i settori sottratti alla liberalizzazione, i fallimenti  del  sistema  concorrenziale  e, viceversa, i benefici per la stabilizzazione, lo sviluppo e l'equita' all'interno della comunita' locale derivanti dal mantenimento  di  un regime di esclusiva del servizio.

  3. Alla delibera di  cui  al  comma  precedente  e'  data  adeguata pubblicita'; essa e' inviata all'Autorita' garante della  concorrenza e del mercato ai fini della relazione al Parlamento di cui alla legge 10 ottobre 1990, n. 287.

  4. La verifica di cui al comma 1 e' effettuata  entro  dodici  mesi dall'entrata in vigore del  presente  decreto  e  poi  periodicamente secondo i rispettivi ordinamenti degli enti locali; essa e'  comunque effettuata prima di procedere al  conferimento  e  al  rinnovo  della gestione dei servizi.

  5. Gli enti locali, per  assicurare  agli  utenti  l'erogazione  di servizi pubblici che abbiano ad  oggetto  la  produzione  di  beni  e attivita' rivolte  a  realizzare  fini  sociali  e  a  promuovere  lo sviluppo economico  e  civile  delle  comunita'  locali,  definiscono preliminarmente, ove necessario, gli obblighi di  servizio  pubblico, prevedendo  le  eventuali  compensazioni  economiche   alle   aziende esercenti i servizi stessi,  tenendo  conto  dei  proventi  derivanti dalle tariffe e nei limiti della disponibilita' di bilancio destinata allo scopo.

  6.  All'attribuzione  di  diritti  di   esclusiva   ad   un'impresa incaricata  della  gestione  di  servizi  pubblici  locali   consegue l'applicazione di quanto disposto  dall'articolo  9  della  legge  10 ottobre 1990, n. 287, e successive modificazioni.

  7. I soggetti gestori di servizi pubblici locali, qualora intendano svolgere attivita' in mercati diversi da quelli in cui sono  titolari di diritti di  esclusiva,  sono  soggetti  alla  disciplina  prevista dall'articolo 8, commi 2-bis e 2-quater, della legge 10 ottobre 1990, n. 287, e successive modificazioni.

  8. Nel caso in cui l'ente locale, a seguito della verifica  di  cui al  comma  1,  intende  procedere  all'attribuzione  di  diritti   di esclusiva, il conferimento della gestione di servizi pubblici  locali avviene in favore di imprenditori o di societa'  in  qualunque  forma costituite individuati mediante  procedure  competitive  ad  evidenza pubblica, nel rispetto dei principi del  Trattato  sul  funzionamento dell'Unione europea e dei principi  generali  relativi  ai  contratti pubblici  e,  in   particolare,   dei   principi   di   economicita', imparzialita',     trasparenza,     adeguata     pubblicita',     non discriminazione,  parita'  di  trattamento,  mutuo  riconoscimento  e proporzionalita'. Le medesime procedure  sono  indette  nel  rispetto degli  standard  qualitativi,  quantitativi,  ambientali,   di   equa distribuzione sul territorio e di sicurezza definiti dalla legge, ove esistente, dalla competente autorita' di settore o,  in  mancanza  di essa, dagli enti affidanti.

  9. Le societa' a capitale interamente pubblico possono  partecipare alle procedure competitive ad evidenza pubblica, sempre  che  non  vi siano specifici divieti previsti dalla legge.

  10. Le imprese estere, non appartenenti a Stati membri  dell'Unione europea,  possono  essere  ammesse  alle  procedure  competitive   ad evidenza pubblica per l'affidamento  di  servizi  pubblici  locali  a condizione che documentino la possibilita' per le imprese italiane di partecipare  alle  gare  indette  negli  Stati  di  provenienza   per l'affidamento di omologhi servizi.

  11. Al fine di promuovere e proteggere l'assetto concorrenziale dei mercati interessati, il bando di gara o la lettera di invito relative alle procedure di cui ai commi 8, 9, 10:

    a) esclude che la disponibilita' a qualunque titolo  delle  reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali non duplicabili a costi socialmente sostenibili ed essenziali per  l'effettuazione  del servizio possa costituire elemento discriminante per  la  valutazione delle offerte dei concorrenti;

    b)  assicura  che   i   requisiti   tecnici   ed   economici   di partecipazione alla gara siano proporzionati alle  caratteristiche  e al valore del servizio e che la definizione dell'oggetto  della  gara garantisca  la  piu'  ampia  partecipazione  e  il  conseguimento  di eventuali economie di scala e di gamma;

    c) indica, ferme restando le discipline  di  settore,  la  durata dell'affidamento commisurata alla consistenza degli  investimenti  in immobilizzazioni materiali previsti nei capitolati di gara  a  carico del soggetto gestore. In ogni caso  la  durata  dell'affidamento  non puo'  essere  superiore  al  periodo  di  ammortamento  dei  suddetti investimenti;

    d) puo' prevedere l'esclusione di  forme  di  aggregazione  o  di collaborazione tra soggetti che possiedono singolarmente i  requisiti tecnici  ed  economici  di  partecipazione  alla  gara,  qualora,  in relazione alla prestazione oggetto del servizio, l'aggregazione o  la collaborazione  sia  idonea  a  produrre  effetti  restrittivi  della concorrenza sulla base di un'oggettiva e motivata analisi  che  tenga conto di struttura, dimensione e numero degli operatori  del  mercato di riferimento;

    e) prevede che la valutazione delle offerte sia effettuata da una commissione nominata  dall'ente  affidante  e  composta  da  soggetti esperti nella specifica materia;

    f) indica i criteri e le modalita' per l'individuazione dei  beni di cui al commi 29, e per la  determinazione  dell'eventuale  importo spettante al gestore al momento della  scadenza  o  della  cessazione anticipata della gestione ai sensi del comma 30;

    g) prevede l'adozione di carte dei servizi al fine  di  garantire trasparenza informativa e qualita' del servizio.

  12. Fermo restando quanto previsto ai commi 8, 9, 10 e 11, nel caso di procedure aventi ad oggetto,  al  tempo  stesso,  la  qualita'  di socio,  al  quale  deve  essere  conferita  una  partecipazione   non inferiore al 40 per cento,  e  l'attribuzione  di  specifici  compiti operativi connessi alla gestione del servizio, il bando di gara o  la lettera di invito assicura che:

    a) i criteri di valutazione delle offerte basati  su  qualita'  e corrispettivo del servizio prevalgano di norma su quelli riferiti  al prezzo delle quote societarie;

    b) il socio privato  selezionato  svolga  gli  specifici  compiti operativi connessi alla gestione del servizio per l'intera durata del servizio stesso e che, ove cio' non si  verifica,  si  proceda  a  un nuovo affidamento;

    c) siano previsti criteri e modalita' di liquidazione  del  socio privato alla cessazione della gestione.

  13. In deroga a quanto previsto dai commi 8, 9, 10, 11 e 12  se  il valore economico del servizio  oggetto  dell'affidamento  e'  pari  o inferiore alla somma complessiva di 900.000 euro annui, l'affidamento puo' avvenire a favore di societa' a  capitale  interamente  pubblico che abbia i  requisiti  richiesti  dall'ordinamento  europeo  per  la gestione cosiddetta "in house".

  14. Le societa' cosiddette "in  house"  affidatarie  dirette  della gestione di servizi pubblici locali sono  assoggettate  al  patto  di stabilita' interno secondo le modalita' definite, con il concerto del Ministro per le riforme per il federalismo,  in  sede  di  attuazione

dell'articolo 18, comma 2-bis del decreto-legge 25  giugno  2008,  n. 112, convertito con  legge  6  agosto  2008,  n.  133,  e  successive modificazioni. Gli enti locali vigilano sull'osservanza, da parte dei soggetti indicati al periodo precedente al cui capitale  partecipano, dei vincoli derivanti dal patto di stabilita' interno.

  15.  Le  societa'  cosiddette  "in   house"   e   le   societa'   a partecipazione mista  pubblica  e  privata,  affidatarie  di  servizi

pubblici locali, applicano, per l'acquisto  di  beni  e  servizi,  le disposizioni di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163,  e successive modificazioni.

  16. L'articolo 32, comma 3, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, limitatamente alla  gestione  del servizio per il quale le societa' di cui al comma 1, lettera c),  del medesimo articolo sono state specificamente costituite, si applica se la  scelta  del  socio  privato  e'   avvenuta   mediante   procedure competitive ad evidenza pubblica le  quali  abbiano  ad  oggetto,  al tempo stesso, la qualita' di  socio  e  l'attribuzione  di  specifici compiti operativi connessi alla gestione del servizio. Restano  ferme le altre condizioni stabilite dall'articolo 32, comma 3, numeri 2)  e 3), del decreto legislativo 12 aprile  2006,  n.  163,  e  successive modificazioni.

  17. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 18,  comma  2-bis, primo e secondo periodo, del decreto-legge 25 giugno  2008,  n.  112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.  133,  e successive modificazioni, le societa' a partecipazione  pubblica  che gestiscono   servizi   pubblici   locali   adottano,    con    propri provvedimenti, criteri e modalita' per il reclutamento del  personale e per il conferimento degli incarichi nel rispetto  dei  principi  di cui al comma 3 dell'articolo 35  del  decreto  legislativo  30  marzo 2001, n. 165. Fino all'adozione dei predetti provvedimenti, e'  fatto divieto di procedere al reclutamento di personale ovvero di conferire incarichi. Il presente comma non si applica alle societa' quotate  in mercati regolamentati.

  18. In caso di affidamento  della  gestione  dei  servizi  pubblici locali a societa' cosiddette "in house" e in tutti i casi in  cui  il capitale sociale del soggetto gestore e' partecipato dall'ente locale affidante, la verifica del rispetto del contratto di servizio nonche' ogni eventuale aggiornamento e modifica dello stesso sono sottoposti, secondo modalita'  definite  dallo  statuto  dell'ente  locale,  alla vigilanza dell'organo  di  revisione  di  cui  agli  articoli  234  e seguenti del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni.  Restano  ferme  le   disposizioni   contenute   nelle discipline di settore vigenti alla data  di  entrata  in  vigore  del presente decreto.

  19. Gli amministratori, i dirigenti e i responsabili degli uffici o dei servizi dell'ente  locale,  nonche'  degli  altri  organismi  che espletano  funzioni  di  stazione  appaltante,  di  regolazione,   di indirizzo e di controllo di  servizi  pubblici  locali,  non  possono svolgere incarichi inerenti la gestione dei servizi affidati da parte dei medesimi soggetti. Il divieto si applica anche nel caso in cui le dette  funzioni  sono  state  svolte  nei  tre  anni  precedenti   il conferimento dell'incarico inerente la gestione dei servizi  pubblici locali. Alle societa' quotate nei mercati regolamentati si applica la disciplina definita dagli organismi di controllo competenti.

  20. Il divieto di cui al comma 19 opera  anche  nei  confronti  del coniuge, dei parenti  e  degli  affini  entro  il  quarto  grado  dei soggetti indicati allo stesso comma, nonche' nei confronti di  coloro che prestano, o hanno prestato nel triennio precedente,  a  qualsiasi titolo attivita' di consulenza o collaborazione in favore degli  enti locali o dei soggetti che hanno affidato  la  gestione  del  servizio pubblico locale.

  21.  Non  possono  essere  nominati  amministratori   di   societa' partecipate da enti locali coloro che nei tre  anni  precedenti  alla nomina  hanno  ricoperto  la  carica  di   amministratore,   di   cui all'articolo 77 del decreto legislativo 18 agosto  2000,  n.  267,  e successive modificazioni, negli enti locali che  detengono  quote  di partecipazione al capitale della stessa societa'.

  22. I componenti della commissione di gara per l'affidamento  della gestione di servizi  pubblici  locali  non  devono  aver  svolto  ne' svolgere alcun'altra funzione o  incarico  tecnico  o  amministrativo relativamente alla gestione del servizio di cui si tratta.

  23. Coloro che hanno rivestito, nel biennio precedente,  la  carica di amministratore locale, di cui al  comma  21,  non  possono  essere nominati componenti della commissione di gara relativamente a servizi pubblici locali da affidare da parte del medesimo ente locale.

  24. Sono esclusi da successivi incarichi di commissario coloro che, in qualita' di componenti di commissioni di gara,  abbiano  concorso, con dolo o colpa grave accertati in sede giurisdizionale con sentenza non sospesa, all'approvazione di atti dichiarati illegittimi.

  25. Si applicano ai componenti delle commissioni di gara  le  cause di astensione previste  dall'articolo  51  del  codice  di  procedura civile.

  26. Nell'ipotesi in cui alla gara concorre una societa' partecipata dall'ente locale che la indice, i  componenti  della  commissione  di gara non possono essere ne' dipendenti ne'  amministratori  dell'ente locale stesso.

  27. Le incompatibilita' e i divieti di cui ai commi dal 19 al 26 si applicano alle nomine e agli incarichi da  conferire  successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto.

  28. Ferma restando la  proprieta'  pubblica  delle  reti,  la  loro gestione puo' essere affidata a soggetti privati.

  29. Alla scadenza della gestione del servizio pubblico locale o  in caso di sua cessazione anticipata,  il  precedente  gestore  cede  al gestore  subentrante  i  beni  strumentali  e  le   loro   pertinenze necessari, in quanto non duplicabili a costi socialmente sostenibili, per la prosecuzione del servizio,  come  individuati,  ai  sensi  del comma 11, lettera f), dall'ente affidante, a titolo gratuito e liberi da pesi e gravami.

  30. Se, al momento della cessazione della gestione, i beni  di  cui al comma 1  non  sono  stati  interamente  ammortizzati,  il  gestore subentrante corrisponde al precedente  gestore  un  importo  pari  al valore contabile originario non  ancora  ammortizzato,  al  netto  di eventuali contributi pubblici direttamente riferibili ai beni stessi.

Restano ferme le disposizioni contenute nelle discipline di  settore, anche regionali, vigenti alla data di entrata in vigore del  presente decreto, nonche' restano salvi eventuali diversi accordi tra le parti stipulati prima dell'entrata in vigore del presente decreto.

  31. L'importo di cui al comma 30 e'  indicato  nel  bando  o  nella lettera di invito  relativi  alla  gara  indetta  per  il  successivo affidamento del servizio pubblico locale a seguito della  scadenza  o della cessazione anticipata della gestione.

  32. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 14, comma 32,  del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,  con  modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, come modificato dall'articolo  1, comma 117, della  legge  13  dicembre  2010,  n.  220,  e  successive modificazioni, il regime transitorio degli affidamenti non conformi a quanto stabilito dal presente decreto e' il seguente:

    a) gli affidamenti diretti  relativi  a  servizi  il  cui  valore economico sia superiore alla somma di cui al comma  13,  nonche'  gli affidamenti diretti che non rientrano nei casi di cui alle successive lettere da b) a d) cessano, improrogabilmente e senza  necessita'  di apposita deliberazione dell'ente affidante, alla data  del  31  marzo 2012;

    b) le gestioni affidate direttamente a societa' a  partecipazione mista pubblica e privata, qualora la selezione del socio sia avvenuta mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi di cui al comma 8, le quali non abbiano avuto ad oggetto, al tempo stesso, la qualita'  di  socio  e  l'attribuzione  dei  compiti operativi   connessi   alla   gestione   del    servizio,    cessano, improrogabilmente  e  senza  necessita'  di  apposita   deliberazione dell'ente affidante, alla data del 30 giugno 2012;

    c) le gestioni affidate direttamente a societa' a  partecipazione mista pubblica e privata, qualora la selezione del socio sia avvenuta mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi di cui al comma 8, le quali abbiano  avuto  ad  oggetto,  al tempo stesso, la qualita'  di  socio  e  l'attribuzione  dei  compiti operativi connessi alla gestione del servizio, cessano alla  scadenza prevista nel contratto di servizio;

    d) gli affidamenti diretti assentiti alla  data  del  1°  ottobre 2003 a societa' a partecipazione pubblica gia'  quotate  in  borsa  a tale data e a quelle da esse controllate ai sensi dell'articolo  2359 del codice civile, cessano alla scadenza prevista  nel  contratto  di servizio, a condizione che la partecipazione pubblica si riduca anche progressivamente, attraverso procedure ad  evidenza  pubblica  ovvero forme  di  collocamento  privato  presso  investitori  qualificati  e operatori industriali, ad una quota non superiore  al  40  per  cento entro il 30 giugno 2013 e non superiore al 30 per cento entro  il  31 dicembre 2015;  ove  siffatte  condizioni  non  si  verifichino,  gli affidamenti cessano, improrogabilmente e senza necessita' di apposita deliberazione dell'ente affidante, rispettivamente, alla data del  30 giugno 2013 o del 31 dicembre 2015.

  33. Le societa', le loro controllate, controllanti e controllate da una medesima controllante, anche  non  appartenenti  a  Stati  membri dell'Unione europea, che, in Italia o all'estero, gestiscono di fatto o per disposizioni di legge, di atto amministrativo o  per  contratto servizi pubblici locali in virtu'  di  affidamento  diretto,  di  una procedura non ad evidenza pubblica ovvero  ai  sensi  del  comma  12, nonche' i soggetti cui e' affidata  la  gestione  delle  reti,  degli impianti e delle altre  dotazioni  patrimoniali  degli  enti  locali, qualora  separata  dall'attivita'  di  erogazione  dei  servizi,  non possono acquisire la gestione di servizi ulteriori ovvero  in  ambiti territoriali diversi, ne' svolgere servizi o attivita' per altri enti pubblici o privati, ne' direttamente, ne' tramite loro controllanti o altre societa' che siano  da  essi  controllate  o  partecipate,  ne' partecipando a gare. Il divieto di cui al  primo  periodo  opera  per tutta la durata della gestione e non si applica alle societa' quotate in mercati regolamentati e alle societa'  da  queste  direttamente  o indirettamente controllate ai sensi  dell'articolo  2359  del  codice civile, nonche' al  socio  selezionato  ai  sensi  del  comma  12.  I soggetti  affidatari  diretti  di  servizi  pubblici  locali  possono comunque concorrere su tutto il territorio nazionale alla prima  gara successiva alla cessazione del servizio,  svolta  mediante  procedura competitiva ad evidenza pubblica, avente ad oggetto i servizi da essi forniti.

  34.  Sono  esclusi  dall'applicazione  del  presente  articolo   il servizio idrico integrato, ad eccezione di quanto previsto dai  commi 19 a 27, il servizio di distribuzione di  gas  naturale,  di  cui  al decreto  legislativo  23  maggio  2000,  n.  164,  il   servizio   di distribuzione di energia elettrica, di cui al decreto legislativo  16 marzo 1999, n. 79 e alla legge 23 agosto 2004, n. 239, il servizio di trasporto ferroviario regionale, di cui  al  decreto  legislativo  19 novembre 1997, n. 422, nonche' la gestione delle  farmacie  comunali, di cui alla legge 2 aprile 1968, n. 475.

  35.  Restano  salve  le  procedure  di  affidamento  gia'   avviate all'entrata in vigore del presente decreto.